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Dopo aver ripreso, grazie alla mediazione Ue e soprattutto al denaro anticipato, le forniture di gas all’Ucraina, la russa Gazprom deve ora risolvere un contenzioso con la Botas turca.
Fino a poco fa veniva dato per inossidabile il rapporto fra il colosso russo e l’azienda turca, frutto delle intese fra i due paesi promosse dai leader Vladimir Putin e Recep Tayyp Erdogan alla luce della crisi ucraina e dell’accantonamento del “South Stream” (in realtà poi ripreso), ma oggi è saltato fuori un braccio di ferro sul prezzo del gas ritenuto eccessivo per la Botas, che ha mandato carte bollate e avvocati per intentare un arbitrato presso la Corte Stoccolma.
Il portavoce di Gazprom Sergei Kupriyanov ha riferito che “La presentazione di un’azione legale presso un tribunale arbitrale è una delle varianti coperte dal contratto. È normale. C’è la possibilità che la questione possa essere risolta dinanzi al giudice, ma vi è anche la possibilità che possa essere conclusa da un arbitrato”.
Per farla breve i turchi sperano uno sconto che Gazprom non vorrebbe concedere, dal momento che la crisi sta stringendo in una Russia schiacciata più che dalle sanzioni, dal basso costo del greggio.

