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Intervistato per Ria Novosti sul tema delle sanzioni che Bruxelles ha prorogato alla Russia fino al luglio 2016, il rappresentante dell’Unione Europea a Mosca Vygaudas Usackas ha voluto sottolineare che le pressioni per il rispetto del trattato di Minsk 2 non sono esercitate solo sulla Russia, bensì anche sull’Ucraina: “I politici russi spesso accusano noi, l’Unione europea, di fare pressione solo su Mosca e non su Kiev. Io penso che i leader ucraini e i politici locali vi diranno che l’Ue è altrettanto attiva nel sollecitare e nell’esercitare la pressione su Kiev, affinché implementi gli accordi di Minsk”.

Usackas ha anche riportato l’auspicio dell’Unione Europea che Russia e Ucraina tengano presto negoziati costruttivi sul rimborso dei 3 miliardi di dollari di prestito che Kiev ha fatto sapere di non poter (o voler) restituire alla Russia in quanto le casse dello stato sarebbero vuote, prestito scaduto il 20 dicembre.

Il rappresentante europeo ha poi espresso la speranza che la Russia non chiuda la zona di libero scambio della Csi con l’Ucraina: “Abbiamo ancora la speranza che la Russia non lo limiti o lo sospenda. Il decreto per congelarlo, firmato il 16 dicembre di quest’anno, ha aggiunto un elemento di pressione politica e contraddice le condizioni incluse nella Dichiarazione di Minsk, legate alle consultazioni trilaterali”.

In realtà Mosca teme che l’Ucraina diventi una valvola fra il circuito dell’Unione Europea e dell’Unione economica euroasiatica: le merci potrebbero transitare dal territorio europeo a quello dell’Ue con dazi minimi.