di Marco Paganelli –
Il sito internet della tv Cnn ha riportato la dichiarazione del comandante delle forze Nato in Europa Philip Breedlove secondo cui potrebbero esserci in Crimea alcuni mezzi militari russi utilizzabili, se necessario, pure con finalità nucleari, per quanto abbia ammesso di non averne piena certezza.
La domanda inerente all’eventuale spostamento di armi non convenzionali in quella regione è stata posta al portavoce di Putin, Peskov, il quale ha evitato di rispondere giustificando tale scelta col fatto che l’Alleanza Atlantica rivolge quotidianamente queste accuse al Cremlino.
Il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu ha affermato, nelle scorse ore, che il suo esercito sta valutando la creazione di alcune unità in Crimea al fine di “garantire la sicurezza del paese e dei suoi alleati” in seguito all’esistenza di “una presenza militare straniera” e ha sfidato Obama affermando che condurrà regolarmente i pattugliamenti con i suoi bombardieri nucleari a lungo raggio sul Golfo del Messico, sui Caraibi e sul Mare Glaciale Artico.
Il segretario di Stato americano Kerry ha telefonato, poco prima dell’inizio della riunione urgente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu in seguito al peggioramento della crisi ucraina, al suo omologo di Mosca Lavrov il quale gli ha sottolineato la necessità di un dialogo diretto tra Kiev e le autorità separatiste ribadendo inoltre l’inammissibilità della violazione del memorandum firmato in Bielorussia, lo scorso 5 settembre, dalle parti in conflitto.
L’Occidente sta accusando Putin, da qualche giorno, di avere inviato alcune sue truppe nelle autoproclamate repubbliche filo russe di Donetesk e di Lugansk che chiedono una totale indipendenza o una maggiore autonomia dal governo centrale.
L’Unione Europea dovrebbe riunirsi prossimamente per valutare la possibilità di imporre, probabilmente coordinandosi con gli Stati Uniti, nuove sanzioni economiche contro Mosca.

