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Solo poche ore fa il presidente della Camera russa Sergei Naryshkin aveva avvertito che gli Stati Uniti stavano facendo pressioni sull’Unione Europea per prorogare di sei mesi le sanzioni alla Russia: “È chiaro – aveva detto ai giornalisti – che la pressione da Washington sull’Europa, sull’Unione europea sta continuando, e in questo senso la pressione è molto seria. Posso solo rammaricarmi che i leader europei agiscano contro i propri interessi nazionali e si può dire che c’è una parziale perdita da parte dei paesi europei della loro sovranità”.

Difatti Bruxelles ha testé deciso di prorogare di sei mesi le sanzioni (fino al luglio 2016), cosa che verrà pubblicata domani sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Da quanto si è appreso, non vi sono state obiezioni ufficiali da parte dei paesi membri, per cui è stato approvato all’unanimità quanto indicato venerdì scorso dal Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue.

Elemento di discordia rimane l’annessione della Crimea avvenuta nel marzo 2014 dopo una consultazione referendaria ritenuta illegale dall’Ucraina e soprattutto dopo un’apposita legge voluta dal presidente Vladimir Putin, che ha dato il via libera alla Russia di annettere i paesi e le regioni che ne fanno richiesta.