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Anche in Cecenia, a Grosny, si è fatta sentire la protesta per la prima pagina del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, stampato e riedito ormai in 7 milioni di copie (contro le tradizionali 60mila), che riporta in prima pagina la vignetta del profeta Maometto rattristato con fra le mani un cartello con la scritta “je suis Charlie” è la didascalia “tutto è perdonato”: in diverse decine di migliaia sono scesi in piazza al grido di “Allah Akhbar” e con cartelloni e striscioni che mostravano cuori rossi e frasi d’amore per Profeta.

Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha dichiarato davanti alla folla che “Questa è una manifestazione contro coloro che insultano la religione musulmana”, “Non permetteremo a nessuno di insultare il nome del Profeta”.

Al maxi-corteo di Parigi dell’11 gennaio, al quale hanno partecipato una cinquantina di capi di stato e di governo, era presente il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, mentre erano assenti rappresentati degli Stati Uniti.

La stampa russa tende comunque a prendere le distanze dal sentimento libertario francese, anche se erano quasi certamente cecena la cellula terroristica sgominata nei giorni scorsi a Verviers, città del Belgio dove è forte la presenza di immigrati ceceni a seguito delle guerre con la Russia.

Anche la Russia deve scontare il problema del terrorismo specie ad opera dell'”Emirato del Caucaso”, e numerosi combattenti ceceni e caucasici sono annoverati nelle file dell’Isis.