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Maxi-manifestazioni a Mosca per il V-Day, il giorno della Vittoria nella Seconda guerra mondiale: in mattinata si è tenuta la pomposa parlata militare, mentre nel pomeriggio in Piazza Rossa hanno sfilato mezzo milione di persone con le fotografie di parenti caduti o feriti nel conflitto “per salvare i popoli europei dal nazifascismo”.
Lo stesso presidente russo Vladimir Putin, in testa al “Reggimento immortale”, ha portato la foto del padre ferito in guerra, ed ha affermato che “la vittoria è stata il frutto dell’unità e della vera fratellanza di tutti i popoli dell’Unione Sovietica. Va reso omaggio al coraggio dei soldati della coalizione anti-Hitler e antifascista, a chi si è avvicinato e ottenuto la vittoria”.
Nonostante la rumorosa assenza, dovuta alle tensioni del Donbass, dei rappresentanti dei governi occidentali, in primis quelli degli Usa, per l’Italia era presente il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il quale al ricevimento organizzato dal Cremlino ha avuto modo di interloquire brevemente con Putin: come il ministro italiano ha riferito, “Lavrov ha confermato la disponibilità e l’impegno della Russia a collaborare (sull’emergenza immigrazione, ndr.) capendo perfettamente quanto la questione sia rilevante per il Mediterraneo e per l’Italia e condividendo in linea di principio l’obiettivo ma rinviando a un esame del testo. Il testo finora è stato condiviso con i membri dell’Ue, i due permanenti più Spagna e Lituania, e in queste ore viene condiviso anche con altri tre membri permanenti del Consiglio di Sicurezza tra cui la Russia, fisicamente credo che Lavrov ma anche Ciurkin (il rappresentante permanente russo all’Onu, ndr.) forse non lo hanno ancora ricevuto o lo ricevono in questo fine settimana. Ma sulle linee generali il governo russo capisce quanto per noi sia fondamentale avere una cornice legale per colpire i trafficanti e naturalmente non ritiene che questa cornice debba essere tale invece da autorizzare interventi militari in Libia, ma non è questo il motivo della risoluzione”.
In merito alla polemica sulle assenze alla manifestazione di Mosca, Gentiloni, che con il collega francese Laurent Fabius non ha preso parte alla parata militare ma alla deposizione dei fiori sulla Tomba del Milite Ignoto, ha spiegato che “Noi abbiamo deciso, credo giustamente, che onorare la memoria dell’impegno della Russia e anche di oltre 20 milioni di morti nella guerra di liberazione dell’Europa dal nazifascismo, fosse doveroso, al tempo stesso le forme della partecipazione a questa commemorazione era giusto tenessero conto di quello che è accaduto l’anno scorso, cioè l’annessione della Crimea, e delle pressioni sull’Ucraina. Quindi abbiamo deciso di non cancellare la storia, ma tenere il punto sul piano politico”.
In tribuna per assistere alla parata militare vi erano, tra la ventina di capi di stato, il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, quello dell’India Pranab Mukherjee, l’egiziano (ed alleato di ferro di Mosca) Abdel Fatah al-Sisi, il cubano Raul Castro, il venezuelano Nicolas Maduro e il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
Putin ha voluto ringraziare dal palco la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti per il contributo alla vittoria nella Seconda guerra mondiale, ma non ha perso l’occasione per muovere una dura critica contro “la concezione di mondo unipolare” promossa da Washington.

