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La Russia potrebbe prorogare il termine per la completa distruzione del suo arsenale chimico fino al 2020, in quanto le manca la capacità industriale per terminare la pianificazione delle operazioni. Lo riporta il quotidiano Izvestia. Mosca per anni ha detto che avrebbe rispettato la scadenza, ma ha già rinviato il completamento fino al 2015. E ora anche il nuovo termine non sembra realistico. Il nuovo rinvio è in corso di elaborazione da parte del Ministero del commercio e sarà presentato alla Camera alta del Parlamento russo, il Consiglio della Federazione, il 16 aprile, dice il giornale. La decisione finale sarà presa dal presidente russo Vladimir Putin, dopo le consultazioni con i legislatori russi e gli esperti. La Russia ha distrutto circa 25.000 tonnellate di armi chimiche, o il 62% delle proprie riserve da 40.000 tonnellate. La scadenza fissata dalla Convenzione sulle armi chimiche per la distruzione dell’arsenale era inizialmente il 29 aprile 2012.