di Marco Paganelli –
Il servizio stampa della Western Military Region (uno dei quattro comandi operativi delle Forze armate russe) ha annunciato che sette navi da guerra di Mosca sono arrivate nel Canale della Manica per avviare alcune esercitazioni che non sono ancora iniziate a causa del maltempo che imperversa nella zona e che le ha costrette a fermarsi nelle acque neutrali della Baie del la Seine.
Non è la prima volta che avvengono azioni di questo tipo, le quali solitamente si concentrano nel Mare Baltico e che si sono intensificate da quando è scoppiata la crisi ucraina; il 29 marzo dello scorso anno, durante un’esercitazione militare della Nato, sei velivoli del Cremlino hanno simulato un attacco nucleare su Stoccolma e nel sud della Svezia.
Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato, il 26 novembre, che il suo paese non intende aggredire altri ma “non sarà coinvolto negli intrighi geopolitici” pur essendo pronto ad attuare tutte le misure necessarie per contrastare le minacce esterne proteggendo anche i propri alleati.
il Cremlino annuncerà, nelle prossime settimane, la sua nuova strategia militare che affronterà i pericoli derivanti dall’estensione dell’Alleanza Atlantica nell’Europa orientale, dalla dislocazione dello scudo anti-missile americano in alcuni paesi del Vecchio Continente e dalle crisi siriana e ucraina.
Secondo gli esperti la futura strategia di Mosca dovrebbe rivelare la modalità in cui essa intende agire nell’Artico, i provvedimenti di politica interna relativi all’incremento dello sviluppo della produzione in sostituzione delle esportazioni colpite dalle sanzioni economiche occidentali e il rafforzamento delle strutture difensive del paese.
Il clima di tensione che si sta creando è paragonabile, ogni giorno di più, a quello della guerra fredda negli anni’60 in quanto a livello retorico entrambe le parti si vedono reciprocamente come nemiche col conseguente innesto di un braccio di ferro potenzialmente pericoloso che ha evitato in quel periodo lo scoppio di un terzo conflitto globale dal punto di vista bellico rimanendo esclusivamente sul piano economico.

