di Enrico Oliari

Le tensioni e il quadro delle sanzioni fra la Russia e l’occidente interessano anche il mondo dei bikers: alla fine di aprile un nutrito gruppo di motociclisti russi dei “Lupi della notte”, considerati vicini a Puntin al punto di essersi fatti fotografare con lui, era stato bloccato al confine polacco in un tour che attraverso l’Europa doveva terminare a Berlino per il 70mo della vittoria dell’Armata Rossa, per cui avevano girato le ruote ed erano riusciti ad entrare nel territorio dell’Ue passando da altre frontiere in piccoli gruppi, per poi essere individuati in Ungheria, da dove avevano fatto sapere che “Siamo entrati ufficialmente nell’Ue e lo abbiamo fatto in maniera assolutamente legale”. A Bratislava, il Slovacchia, erano poi stati raggiunti da altri bikers provenienti dai Balcani.

In risposta al gesto della Polonia, ma anche delle perplessità della Germania il cui ministero degli Esteri tedesco aveva riportato che l’iniziativa “non contribuirà alla comprensione fra tedeschi e russi”, il senatore russo Andrei Klishas ha presentato ieri un appello al procuratore generale di Mosca Yuri Chaika perché i bikers occidentali degli Hells Angels e dei Bandidos vengano considerati come “indesiderabili” in Russia.

Per Klishas i biker potrebbero essere utilizzati come “forza d’attacco principale” per una “Maidan” a Mosca.

Più che il pericolo di una sommossa, dietro all’azione del senatore vi è un messaggio tutto politico, dal momento che i russi dei “Lupi della Notte” hanno per leader Aleksander Zaldostanov, soprannominato “Il Chirurgo” e vicino al presidente russo, che pure è appassionato di moto: Zaldostanov, che ha fondato il gruppo nel 1989 e lo ha impostato su idee nazionaliste e vicino alla Chiesa russo-ortodossa, è stato sanzionato da diversi governi occidentali, compresi gli Stati Uniti e il Canada, per il coinvolgimento dei Lupi “nei disordini in Ucraina a metà degli 2010”, ma lo si è visto a suo tempo anche in Crimea per chiedere l’annessione alla Russia. Con il suo gruppo ha girato poi le città dell’Ucraina orientale in pieno conflitto, spostandosi da Kharliv a Donetsk, da dove ha dichiarato al Time che “Siamo in Ucraina per difendere la nostra Patria (la Russia) o almeno le parti che sono ancora nostre. La difendiamo dai fascisti che hanno preso il potere: i Lupi della Notte vanno in tutti i posti che considerano Russia”.

Hells Angels e Bandidos hanno bollato come “false” le dichiarazioni di Klishas, e hanno accusato i Lupi della notte e in particolare Zaldostanov di volersio sbarazzare della concorrenza.