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Nuova grana per Alexey Navalny, il blogger (e avvocato) impegnato nell’opposizione al presidente Vladimir Putin: dopo aver distribuito volantini per invitare la popolazione a prendere parte alla manifestazione “di primavera” contro Putin, l’uomo è stato processato per direttissima e condannato a 15 giorni di reclusione, in quanto ha violato le restrizioni sull’organizzazione di manifestazioni.

Quella di Navalny è la storia del gatto con il topo, dal momento che il 38enne oppositore un giorno è condannato per i più disparati reati, ed il giorno dopo si ritrova con la pena sospesa.

Il 18 luglio 2013 lui e l’imprenditore Pyotr Ofitserov sono stati condannati a 5 anni di colonia penale per furto di legname, pena immediatamente sospesa; nel dicembre scorso è stato condannato con il fratello Oleg e una condanna a tre anni e mezzo per frode e riciclaggio nell’affaire Yves Rocher, ma per lui la pena è stata sospesa; la stessa cosa vale per un’infinità di condanne, fra le quali evasione dai domiciliari, finanziamento illecito dei partiti ecc.

Navalny è stato eletto dall’assemblea congressuale alla carica di presidente del partito di opposizione Alleanza Popolare, formazione non presente nella Duma; alle elezioni di settembre 2013 per la carica di sindaco di Mosca aveva ottenuto il 27,2% dei voti, battuto dalla riconferma del fedelissimo di Putin, Segei Sobyanin (51,37%).