di Enrico Oliari –
In un’escalation senza precedenti nelle relazioni tra Mosca e Washington, il ministero degli Affari esteri russo ha lanciato una dura protesta diplomatica dopo il sequestro da parte degli Stati Uniti di una petroliera battente bandiera russa nell’Oceano Atlantico settentrionale.
La nave, identificata come Marinera, già nota come Bella-1, è stata fermata e messa sotto controllo dalle forze statunitensi dopo oltre due settimane di inseguimento attraverso l’Atlantico. Secondo fonti statunitensi, l’operazione è stata condotta congiuntamente dalla Guardia Costiera e da unità militari, sulla base di un mandato emesso da un tribunale federale per presunte violazioni delle sanzioni statunitensi contro il Venezuela e l’Iran.
Il ministero degli Esteri russo ha chiesto a Washington di rispettare i diritti e gli interessi dei cittadini russi a bordo, sostenendo che l’unità navigava in acque internazionali con equipaggio composto esclusivamente da cittadini russi. Mosca ha definito l’atto un’azione che ignora norme fondamentali del diritto internazionale e i principi del trattamento umano delle persone.
In una nota ufficiale, il ministero ha sollecitato spiegazioni immediate sulle circostanze del sequestro e ha ribadito la necessità che siano garantiti la sicurezza e i diritti dell’equipaggio, in conformità alle convenzioni internazionali vigenti.
Dalla Casa Bianca e dai portavoce americani è arrivata una versione più dura dell’accaduto. Secondo Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, la Marinera era parte di quella che gli Stati Uniti definiscono la “flotta ombra” venezuelana: navi usate per trasportare petrolio oggetto di sanzioni e per eludere controlli internazionali. Leavitt ha inoltre dichiarato che la nave potrebbe essere stata battente “falsa bandiera” e che l’equipaggio, indagato per violazioni della legge federale, potrebbe essere processato negli Stati Uniti se ritenuto necessario.
È stata emessa, inoltre, un’ordinanza restrittiva che si estende all’equipaggio della petroliera, con la possibilità di perseguire penalmente ogni membro qualora vengano riscontrate violazioni della legislazione statunitense.
L’operazione statunitense non è avvenuta in isolamento: il Regno Unito ha confermato il suo supporto alla missione, contribuendo con sorveglianza aerea e appoggio logistico alle forze americane. Secondo Londra, l’azione fa parte degli sforzi congiunti per reprimere l’evasione delle sanzioni internazionali.
Il sequestro della Marinera rientra in una più ampia strategia statunitense di controllo delle esportazioni di petrolio venezuelano e di contrasto alle reti di “flotta ombra” che cercano di aggirare le restrizioni economiche. Contestualmente, fonti americane hanno confermato anche il sequestro di un’altra petroliera nel Mar dei Caraibi.
L’incidente rischia di acuire ulteriormente le tensioni tra Mosca e Washington, in un contesto globale già segnato da attriti su questioni energetiche, sanzioni e influenza geopolitica in America Latina.












