di Guido Keller

In un momento in cui il presidente Usa “democratico” Joe Biden fa di tutto per arrivare ad un’ulteriore escalation in Ucraina, inviando addirittura i missili Atacms per capire il territorio russo, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha riferito che il presidente russo Vladimir Putin sarebbe disponibile a interfacciassi con Donald Trump per arrivare alla cessazione delle ostilità.

Per Putin l’Ucraina dovrebbe rinunciare definitivamente ad entrare nella Nato, motivo reale alla base del conflitto, mentre nella proposta di Trump vi sarebbe semplicemente una posticipazione di 20 anni. Per quanto riguarda i territori conquistati, la cui cessione alla Russia era già stata ventilata dall’ex segretario della Nato Jens Stoltenberg, potrebbe esserci spazio per una trattativa spartizione delle quattro regioni orientali di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, parzialmente occupate dalla Russia.

Un altro punto sul quale la Russia non è disposta a rinunciare è la tutela delle minoranze russofone, laddove Kiev, in barba al Protocollo di Minsk-II, ha proibito l’uso del russo nei pubblici uffici, ha chiuso scuole e giornali in lingua russa e ha stabilito l’ucraino come unica lingua dello Stato.

Per Peskov rimane chiaro che il presidente Putin intende raggiungere gli obiettivi dell'”Operazione speciale”, e di certo non giova al dialogo l’atteggiamento dell’amministrazione Biden, al quale Putin ha risposto firmando il decreto che abbassa la soglia per l’uso di armi nucleari.