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Nella sua conferenza stampa di fine anno il presidente russo, Vladimir Putin, ha parlato della difficile situazione economica che sta attraversando il proprio paese, rappresentata soprattutto dal crollo del prezzo del petrolio, dalle sanzioni internazionali, dall’annunciata recessione e dalla svalutazione del rublo.

Su quest’ultimo tema Putin ha voluto difendere l’operato del governo e della Banca centrale e ha affermato di credere “che la Banca centrale e il governo stiano prendendo misure adeguate”, per quanto l’istituto non abbia osservato “tempistica e qualità delle misure adottate”. D’altronde dell’attuale situazione economica nel Paese “non e’ responsabile solo la Banca centrale”, ha spiegato il leader russo.

Ha comunque avvertito che “è possibile che il prezzo del petrolio scenda ancora”, con conseguenze per il rublo, per quanto si è detto certo che l’economia russa “uscirà dalla situazione attuale, in due anni”.

Putin ha quindi toccato il tema dell’Ucraina, questione per il quale la cancelliera tedesca Angela Merkel ha già parlato di nuove sanzioni “inevitabili”: le “operazioni condotte da Kiev” nell’est ucraino dominato dai ribelli filorussi “sono punitive”, mentre coloro che combattono a favore delle due autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk combattono “perchè guidati dai loro cuori, non sono mercenari”.

Per il presidente russo “Senza dubbio il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko vuole regolare e risolvere la crisi in Ucraina, io non ne ho dubbi. Ma purtroppo lui non è solo”, ed anche lo stesso Putin è stato “l’iniziatore” degli accordi di Minsk. Di certo, secondo Putin, “fallirà” il blocco che il governo centrale ucraino sta attuando nel Donnass.

Putin si è quindi soffermato sul tema dell’allargamento della Nato a est, che potrebbe coinvolgere la stessa Ucraina; “Il muro di Berlino è crollato – ha detto – ma si costruiscono nuovi muri nonostante i nostri tentativi di collaborare. L’espansione della Nato non è forse un muro, un muro virtuale?”. “I nostri partner si credono un impero – ha aggiunto -, ci vogliono vassalli”.