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Il presidente russo Vladimir Putin ha detto oggi alla tv di Mosca, in occasione del documentario-intervista “Crimea: il ritorno a casa”, che sulla penisola sottratta all’Ucraina non avrebbe ceduto, e che sarebbe stato pronto a mettere in allerta le forze nucleari. “Poi – ha continuato – non ce ne fu bisogno”, anche se comunque “la Crimea è stata trasformata in una fortezza, con oltre 40 sistemi missilisti s-300 e una ventina di batterie mobili, insieme ad altre armi pesanti”.
Ha quindi parlato della priorità di salvare la vita all’allora presidente Viktor Yanukovich: “Per noi era chiaro e ricevemmo informazioni che c’erano piani non solo per la sua cattura preferibilmente da parte di coloro che avevano condotto il golpe”, ma “anche per la sua eliminazione fisica”.

