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Rasul Gasanov, sostituto procuratore a Buinaksk, è rimasto ucciso in Daghestan a causa di un ordigno piazzatogli sotto la vettura: il grave gesto arriva a poca distanza di tempo dagli attentati di Volgograd, il che fa pensare a un intensificarsi dell’attività terroristica dei separatisti islamisti. Uno dei leader della rivolta cecena, Doku Umarov, già a luglio aveva minacciato attraverso un video la stabilità proprio in vista dei giochi invernali ed aveva esortato i militanti ad impegnare “la massima forza” affinché il presidente Vladimir Putin tragga vantaggio dalla diffusione mediatica delle olimpiadi invernali. Sono 87 i fermati per gli attentati avvenuti alla stazione ed su un filobus di Volgograd, mentre il bilancio delle vittime è ormai di 37 morti.