di Marco Paganelli –

La Russia ha espulso alcuni diplomatici polacchi in seguito alla stessa decisione adottata dalle autorità di Varsavia nei confronti di quelli del Cremlino.

Il ministro degli Esteri polacco Grzegorz Schetyna ha specificato che sono quattro quelli allontanati dalla Russia e ha affermato che per il suo governo la questione è risolta in modo definitivo spiegando che la causa dell’accaduto riguardava l’arresto di un colonnello dell’esercito del proprio paese e di un avvocato russo in quanto stavano spiando la Polonia a favore dell’intelligence di Vladimir Putin.

Egli ha definito l’azione di Mosca come “una risposta simmetrica” alla misura analoga adottata da Varsavia.

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha giudicato quanto attuato della controparte “un atto di inimicizia infondato” a cui vi è stata una risposta “con misure adeguate”.

Anche la Germania ha tuttavia reso noto sabato scorso che uno dei suoi diplomatici è stato espulso da Mosca dopo che i quotidiani tedeschi avevano specificato che era una spia al soldo del governo russo, il quale ha criticato l’atteggiamento di quello tedesco definendolo “non amichevole nei confronti di un membro dello staff di una delle sedi estere russe” nel paese. Difatti il quotidiano “Der Spigel” ha scritto recentemente che Berlino aveva espulso pochi giorni prima un diplomatico russo in servizio presso il consolato generale di Bonn.

La Repubblica Ceca ha dichiarato nelle ultime ore che la Russia e la Cina hanno aumentato le attività di spionaggio entro i propri confini specificando inoltre che le ambasciate dei due paesi a Praga usano agenti sotto copertura diplomatica.

Gli eventi di questo tipo rafforzano la tesi di chi sostiene che sia in corso una nuova Guerra Fredda, così come è stata vissuta una quarantina d’anni fa, a causa soprattutto della crisi ucraina il cui governo ha dichiarato di essere pronto a una “guerra totale” contro la Russia.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha reso noto che l’Alleanza Atlantica ha registrato un aumento dell’attività aerea russa intorno ai confini dell’Ucraina aggiungendo che i velivoli inviati da Mosca vengono regolarmente intercettati “quando si avvicinano” a quelli dei suoi membri, mentre i ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno chiesto a Kiev di formare al più presto un nuovo governo e di avviare le riforme politiche, economiche e strutturali.

Essi hanno incaricato inoltre l’Alto rappresentante per la Politica estera Federica Mogherini di valutare l’estensione delle sanzioni ad altre persone oltre alle 119 interessate fino a oggi ma non di prepararne ulteriori di natura economica contro la Russia.

Il recente meeting del G20 non ha contributo a rasserenare il clima in quanto la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che le azioni illegali russe potrebbero coinvolgere anche la Georgia, la Moldavia, la Serbia e altri stati balcanici aggiungendo che “la Storia ha dimostrato che i conflitti regionali possono convertirsi rapidamente in un incendio” e poi ha rincarato la dose sostenendo che “la Russia porta avanti un vecchio ragionamento per cui l’Ucraina rientra nella sua sfera di influenza; dopo l’orrore della Seconda Guerra mondiale e la fine della Guerra Fredda questo rimette in questione tutto l’ordine di pace europeo”.

L’uomo forte di Mosca si è presentato in Australia “scortato” da alcune sue navi militari e non ha partecipato alla cena conclusiva del vertice, anticipando il suo rientro in patria con la scusa di avere sonno arretrato, giudicando però positivamente gli incontri bilaterali che ha svolto nelle ore precedenti.

Putin ha rilasciato un’intervista alla tv tedesca “Ard” in cui ha affermato che l’Ucraina orientale ha bisogno di una trasformazione in senso federale per permettere agli abitanti di quei territori di “sentirli come la loro patria”, ha spiegato come la geopolitica internazionale sia cambiata tramite l’estensione della Nato nel 2001 a sette stati cioè la Slovacchia, la Slovenia, la Bulgaria, la Romania, l’ Estonia, la Lettonia, la Lituania mentre nel 2004 si sono aggiunti anche l’Albania e la Croazia.

Egli ha accusato gli Stati Uniti di disseminare le proprie basi militari in tutto il mondo anche non lontano dai confini del suo paese che sono minacciati pure da “forze operative speciali” entrate in funzione da poco; infine ha difeso i voli dei suoi bombardieri strategici in quanto non hanno mai violato alcun spazio aereo nazionale.