di Manuel Giannantonio

Il miliardario Donald Trump ha ottenuto tre nuove vittorie significative, mentre il senatore Bernie Sanders si è imposto a sorpresa in Michigan. La stampa americana evidenzia l’importanza della classe operaia bianca che compone una buona fetta del loro elettorato.

Il The New York Times e il Washington Post hanno scelto lo stesso titolo dopo lsul loro spazio web: “Sanders rovescia Clinton nel Michigan”. La vittoria di misura del senatore “democratico socialista” in questo stato molto popoloso è stata indubbiamente l’effetto sorpresa della giornata. Continua dunque quella che sembrava una sfida mai esistita tra Hillary Clinton e Bernie Sanders, osserva il “New York Daily”. L’ex segretario di Stato del primo mandato presidenziale di Barack Obama ha comunque ottenuto ampi consensi nel Mississippi, come previsto.

Tuttavia, la vittoria di Sanders non è stata l’unica sorpresa. Donald Trump, infatti, si è imposto, senza nemmeno troppi problemi, in tre nuovi stati (Michigan, Mississippi e Hawaii), aumentando di fatto il suo vantaggio nella corsa per la nomination repubblicana. Il senatore Ted Cruz, il suo principale rivale fino ad oggi, ha vinto solo in Idaho, uno stato scarsamente popolato.

Nella tappa di Trump e Sanders ha giocato un ruolo estremamente significativo la classe operaia bianca, cioè le masse, quelle che fanno i numeri che contano. Il “The Washington Post” ha scritto che il candidato “ha galvanizzato grandi popolazioni di elettori delle classi lavoratrici bianche con il suo discorso economico populista e la sua retorica anti-immigrati”. Pur considerando le ovvie differenze tra i due candidati, si deve costatare che entrambi hanno punti di forza in comune.

Il senatore Bernie Sanders ha gestito una svolta sorprendente nel Michigan dove ha puntato l’attenzione contro Hillary Clinton per il suo supporto agli accordi commerciali passati che, agli occhi dei lavoratori della regione, costano loro il posto di lavoro nel settore. Un collaboratore del Guardian invece ha puntato l’attenzione su Trump notando che in ogni suo discorso la questione della politica commerciale svolge un ruolo importante. “In effetti, a giudicare dal tempo che gli dedica, la politica commerciale potrebbe essere la sua preoccupazione più importante. (…) Sembra esserne ossessionato”.

Entrambi sono candidati che alla vigilia delle primarie americane non venivano presi troppo sul serio. La demagogia e il populismo di Trump erano considerati limitativi mentre Bernie Sanders era visto come candidato troppo vecchio e sfavorito nei confronti di un’esperta del settore già first lady e segretario di Stato, quindi conoscitrice delle dinamiche della Casa Bianca. Con il passare del tempo i pronostici sono stati ribaltati e ora nulla appare più scontato. Queste primarie, molto probabilmente, ci riservano ancora sorprese e colpi di scena.