di Belkassem Yassine –
E’ scandalo in Algeria dove non si contano più le denunce contro la gestione deviata e l’appropriazione indebita degli aiuti umanitari destinati ai campi di Tindouf, ambienti dove i profughi sono oppressi e costretti a dipendere totalmente dal sostegno esterno.
In seguito al rapporto con cui l’Ufficio Europeo di Lotta Antifrode (Olaf) ha evidenziato una massiccia, sistematica ed organizzata deviazione degli aiuti umanitari internazionali destinati alle popolazioni dei campi, diversi europarlamentari hanno rivolto interpellanze alla Commissione europea, ad esempio l’eurodeputato tedesco del gruppo Partito Popolare Europeo (Ppe), e presidente della commissione Controllo di bilancio (Ccont) in seno al Parlamento europeo, Ingeborg Grassle, ha chiesto a Kristalina Georgieva, vicepresidente della Commissione europea incaricata del bilancio e delle risorse umane ed ex Commissario europeo incaricato della Cooperazione internazionale, dell’aiuto umanitario ed delle reazioni alle crisi, spiegazioni su perché la Commissione europea continui ad assegnare dal 1992 un contributo annuo di 10 milioni di euro alle popolazioni dei campi di Tindouf nonostante le denunce dell’Olaf.
La stessa domanda è stata rivolta alla Georgieva dall’eurodeputato tedesco Michael Theurer, Coordinatore del gruppo Adle, Alleanza dei Liberali europei in seno al Commissione Cont ed ex presidente della Commissione di Bilancio del Parlamento europeo, mentre alcuni eurodeputati hanno puntato il dito contro il Polisario (Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro ) e contro l’Algeria.
Rispondendo, Georgieva ha riconosciuto l’assenza di un controllo rigoroso da parte della Commissione europea sui flussi degli aiuti umanitari verso i campi di Tindouf, come pure che l’Esecutivo europeo non aveva giudicato necessario sospendere gli aiuti ed aveva continuato ad assegnare ben 10 milioni di euro l’anno per le popolazioni dei campi di Tindouf in Algeria: “La Commissione europea ha preso delle misure per prevenire le pratiche fraudolente, ma non ha sospeso i finanziamenti”, ha spiegato.
Nonostante la palese deviazione del flusso di denaro, il governo di Algeri continua a chiedere al mondo aiuti per la popolazione dei campi, basandosi su un numero di 150 mila persone, cifra contestata dalla popolazione stessa e dall’Alto Commissariato dei Rifugiati.
L’Onu chiede e raccomanda da diversi anni un censimento serio della popolazione, ma Algeri rifiuta ogni tentativo di trasparenza sulla realtà dei campi.

