di Enrico Oliari –
Vi sono stati stamani al Cairo duri scontri fra i Fratelli Musulmani e l’esercito: nella concitazione i militari hanno sparato contro i sostenitori dell’ormai ex presidente Mohammed Morsi, uccidendo 42 persone. Stando alla versione dei militari, che sarebbe avvalorata da testimoni, “un gruppo terrorista armato” ha dato l’assalto a una caserma della Guardia repubblicana, uccidendo un ufficiale e ferendone oltre quaranta, alcuni dei quali in modo grave.
Per i militanti del partito “Libertà e Giustizia”, il braccio politico dei Fratelli Musulmani, le cose sono andate in modo del tutto diverso: la sede della Guardia repubblicana sarebbe stata circondata da una manifestazione del tutto pacifica e l’attacco dei militari sarebbe arrivato quando i manifestanti stavano iniziando la preghiera del mattino.
Alcuni hanno parlato di militari in divisa che miravano in aria e di gente in borghese che puntava contro la folla, ma è certo che, avvalendosi dell’una o dell’altra versione, si è trattato di una mattanza; imprecisato, al momento, il numero dei feriti, che sarebbe oltre le 500 unità, mentre sono circa 200 gli arrestati fra coloro che hanno attaccato la caserma, a riprova che la versione dei Fratelli Musulmani appare debole.
Due soldati sono stati caricati su un camion e costretti ad urlare ai megafoni parole a favore di Morsi, prima di venire uccisi.
Il partito islamico ha diffuso un appello alla “sollevazione del grande popolo dell’Egitto contro coloro che tentano di rubargli la sua rivoluzione con i carri armati”, ma il timore di molti è che l’Egitto stia gradualmente sprofondando nella guerra civile.
Il premio Nobel per la Pace, Mohamed el-Baradei, ex direttore dell’Aiea ed in un primo momento indicato come premier, ha invocato l’apertura di un’inchiesta sulla quanto accaduto.

