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cameron davidLa caccia al voto si fa come si può. L’importante è convincere quel 12% di indecisi, determinante al referendum di domani indetto per l’indipendenza della Scozia. Al momento, i sondaggi danno un testa a dei due fronti, il “sì”, guidato da Alex Salomond, e il “no”, degli unionisti, ma Londra, che paventa nel distacco della Scozia un disastro su ogni fronte, sta sparando le migliori cartucce, tanto che i leader dei tre principali partiti politici britannici si sono impegnati ad attribuire maggiori poteri al Parlamento scozzese in caso di vittoria del “no”.

“L’impegno”, così è stato intitolato il messaggio su uno dei principali tabloid scozzesi, il Daily Record, porta la firma del Primo ministro conservatore David Cameron, del leader del Partito laburista Ed Miliband e del vice Primo ministro liberal-democratico Nick Clegg, i quali spiegano che “Siamo d’accordo sul fatto che il Parlamento scozzese è permanente e che gli saranno attribuiti nuovi maggiori poteri”. “La gente vuole un cambiamento – continua il testo. – Un voto per il “no” consentirà un cambiamento più rapido, più sicuro e migliore di una separazione”.