di Guido Keller –

Mentre Kofi Annan incontra a Mosca il ministro degli Esteri russo Sergej Viktorovič Lavrov nel tentativo (fin ora vano) di portarlo sulle sue posizioni in materia di Siria, sta arrivando nel porto di Baltisk, nell’enclave russa di Kaliningrad, la nave cargo Alaed con a bordo pezzi di difesa antiaerea ed elicotteri Mi-25 riparati, destinati all’esercito di Damasco.

Recentemente la Alaed era stata costretta a rientrare in patria una volta arrivata all’altezza della Scozia in quanto le era stata ritirata la polizza assicurativa necessaria per la navigazione, ma, a quanto si è appreso oggi dal portavoce dell’armatore Femco, Vladislav Grecka, ora è in rotta per San Pietroburgo, dove il carico di mezzi da guerra diretto a Damasco verrà ulteriormente incrementato.

L’alleanza fra la Russia e la Siria di al-Assad sembra quindi essere ancora di ferro, nonostante le pressioni internazionali, anche perché il paese mediorientale è l’unica zona di influenza diretta rimasta a Mosca dopo che in tutta l’area, dall’Egitto al Kyrghizistan, dall’Oman all’Afghanistan, vi sono basi militari statunitensi.

Recentemente la Russia, che con la Cina è contraria ad un intervento armato della Comunità internazionale sul modello usato in Libia (entrambe hanno diritto di veto al Consiglio di sicurezza dell’Onu), ha rinforzato il suo già cospicuo contingente a Tartus facendo arrivare la nave da guerra “Admiral Chabanenko” e tre mezzi da sbarco di grandi dimensioni.

Nel porto siriano sono presenti altre numerose navi, impianti missilistici, aerei da guerra e reparti corazzati.