TMNews, 31 ago 12 –
Una “grande azienda russa” è interessata all’acquisizione della sola acciaieria serba, a Smederevo, circa 40 km a sud di Belgrado, alla ricerca di un partner strategico che risollevi le sorti dell’impianto. Lo ha dichiarato il ministro di Economia e finanze, Mladjan Dinkic, che non ha però svelato il nome del potenziale investitore russo,a ha annunciato che annullerà la gara in corso per la privatizzazione. Il potenzile acquirente è “una grande azienda che impiega 70.000 persone e che ha manifestato interesse (all’acquisizione delle acciaierie) e con la quale siamo in una fase di colloqui”, ha indicato il ministro. Precisando che l’azienda in questione “non è tra quelle che partecipano alla gara” per la ricerca di un partner privato lanciata dal governo serbo lo scorso aprile e in scadenza il 10 settembre prossimo. Procedura che “sarà annullata”. L’impianto di Smederevo era stato privatizzato nel 2003 dal gigante americano dell’acciaio, Us-Steel, ritiratosi all’inizio di quest’anno sulla scia delle ingenti perdite legate alle crisi del mercato. L’allora governo serbo rinazionalizzò temporaneamente l’impianto – rilevandolo dagli americani al prezzo simbolico di un dollaro – per scongiurare lo scenario del fallimento e difendere i posti di lavoro degli oltre 5000 dipendenti diretti e circa 100.000 stimati nell’indotto. In tale quadro, i russi “hanno una visione strategica” per risollevare le sorti dell’impianto, ha indicato Dinkic. Precisando, pertanto che la gara in corso “sarà annullata”.
Al momento sono tre le compagnie straniere ufficialmente in corsa per una partnership nelle acciaierie: il fondo di investimento lussemburghese ‘United Pilsen’, gli ucraini di ‘Donetsksteel Group’ e i russi di ‘Ural Mining and Metallurgical Company’. “Nessuna delle aziende offerenti è seria e ci serve ora un partner strategico più serio”, ha indicato il capo dell’Economia serbo. “Ritengo – ha aggiunto – che se i colloqui (con i russi) proseguiranno troveremo un partner strategico per l’acciaieria entro fine anno”. Per anni l’impianto di Smederevo ha originato il 15% dell’export serbo: dal primo luglio scorso la produzione è stata temporaneamente interrotta. Gli operai non percepiscono stipendio da diversi mesi, circostanza che rischia di far incorrere Belgrado in una condanna della Corte europea dei Diritti dell’uomo con sede a Strasburgo.

