TMNews, 30 lug 12 –
All’indomani dell’insediamento del nuovo governo nazionalista-moderato in Serbia, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, è il primo esponente di un governo Ue a recarsi in visita a Belgrado. “Un segnale importante che l’Italia resta un partner chiave della Serbia non solo economico, ma anche politico” ha detto Ivica Dacic, neo premier del Paese balcanico che, da marzo scorso, è ufficialmente candidato dall’adesione Ue. Lungo il cammino di euro-integrazione di Belgrado, Terzi arriva oggi a “confermare il pieno sostegno italiano e l’aspettativa della fissazione della data di avvio dei negoziati di adesione entro il 2012”, come illustra una nota della Farnesina. Ma a patto di un’ulteriore distensione dei rapporti con il Kosovo. L’altro messaggio è che “l’Italia considera la cooperazione economica con la Serbia suo interesse prioritario”. Oltre a Dacic, il capo della diplomazia italiana incontra il presidente della Repubblica, Tomislav Nikolic, il ministro degli Esteri, Ivan Mrkic, ed il vice-primo ministro e ministro della Difesa, Aleksandar Vucic. Dal primo vertice intergovernativo di novembre 2009, i due Paesi sono impegnati in una ‘partnership strategica’ – primo accordo di questo tipo siglato da Belgrado in un Paese Ue – nel cui quadro si è tenuto anche il secondo summit, lo scorso marzo. “Inizieremo presto ad organizzare il vertice intergovernativo del prossimo anno”, ha confermato in tal senso Dacic.
Sul fronte delle relazioni economiche, nonostante la crisi, Dacic si è compiaciuto ieri del fatto che “si inizino a vedere i risultati dei nostri accordi” con Fiat, che ha ufficialmente avviato la produzione della ‘500L’ nel suo stabilimento a Kragujevac (centro). “Già ad agosto, in base alle mie informazioni, inizierà l’esportazione delle automobili”, ha informato il premier Dacic. “In questa prima fase – ha aggiunto, rispondendo a TMNews – ci saranno 14 treni a settimana che esporteranno automobili e qualche centinaia di camion arrivano (a Kragujevac) con i componenti della vettura”. L’Italia, poi, si è confermata nel 2011 terzo partner commerciale della Serbia, con un ritorno dell’interscambio ai livelli pre-crisi del 2008 per un totale di circa 2 miliardi di euro. Sono, inoltre, circa 500 le aziende a partecipazione italiana operative in Serbia, dove impiegano più di 20.000 dipendenti. Siamo tutti in crisi, vorrei essere io in crisi come lo è l’Italia”, ha commentato il premier serbo.
Le elezioni legislative serbe del sei marzo scorso hanno decretato il passaggio all’opposizione del Partito democratico (Ds) dell’ex presidente, Boris Tadic, – tradizionale interlocutore dell’Ue. In questo contesto, l’Italia condivide e ribadisce la richiesta europea di continuare sulla via del dialogo tra Belgrado e Pristina. E oggi alla nuova leadership nazionalista-moderata l’inviato di Roma esprimerà “il forte auspicio che da parte serba si continui ad adottare un atteggiamento costruttivo e flessibile, che consenta di proseguire, raggiungendo risultati ulteriori, nel cammino intrapreso, tanto per la normalizzazione dei rapporti con il Kosovo, quanto nel più ampio contesto dei rapporti regionali”.

