di Enrico Oliari –

Il ministero della Difesa indiano ha avviato le procedure per cancellare il contratto di fornitura di 12 elicotteri AW-101 da parte della Augusta-Westland, l’azienda controllata da Finmeccanica, dopo lo scandalo legato alle presunte tangenti che sarebbero state pagate per piazzare la commessa di 748 milioni di dollari.

Lo si apprende da un comunicato emesso dallo stesso ministero, mentre in Italia il numero uno del gruppo, Giuseppe Orsi, si trova nel carcere di Busto Arsizio con l’accusa di corruzione internazionale ed il suo avvocato, Ennio Amodio, ha fatto sapere delle sue dimissioni da presidente che da amministratore delegato.

Sul fronte finanziario c’è da segnalare, com’è ovvio in casi del genere, il crollo in borsa del titolo, che ha perso il 16% in quattro settimane, mentre il nuovo amministratore delegato è Alessandro Pansa che fra le priorità su cui lavorare ha la cessione di Ansaldo Energia (55% di Finmeccanica e 45% del fondo statunitense First Reseve).

A cercare di salvare il salvabile è stato il primo ministro britannico David Cameron, il quale si è recato in India anche perché la Agusta-Westaland ha la testa in Gran Bretagna, come pure il maggiore sito produttivo a Yeovil, in Somerset, dove vengono prodotti proprio gli elicotteri acquistati dal governo indiano.

Cameron si è dovuto sorbire, per prima cosa, una lavata di capo da parte del premier indiano, Manmohan Singh, il quale gli ha espresso “grave preoccupazione” per le accuse di “mezzi non etici per il contratto del 2010 della Agusta-Westaland”.

Le leggi in India in materia di corruzione sono piuttosto severe, tuttavia Singh dimentica che se c’è stato chi ha pagato, c’è stato anche chi ha preso o addirittura preteso i soldi e lì deve cercare in casa sua, dal momento che l’acquirente degli elicotteri è il Governo da lui guidato.

Il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshdie, si è detto comunque contrario a “reazioni esagerate, in quanto non si deve permettere che la questione danneggi la preparazione del nostro sistema difensivo”. “Esiste  – ha ripreso il ministro – un segmento molto importante di opinione, compresi ex comandanti dell’Aeronautica militare che quindi non hanno nulla che vedere con l’affare, che ha certificato che la qualità del prodotto è superiore a quella di qualunque altro concorrente”.

Il livello di attenzione si sta alzando su tutte le commesse ed ora sotto la lente di ingrandimento vi è quella per la fornitura da parte della francese Dassault degli aerei da guerra Rafale : “Ci sarà un esame approfondito – è stato detto a Nuova Delhi – . Per quanto riguarda il governo, non accetteremo alcun compromesso con l’integrità e la trasparenza”.