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Intervistato dalla statunitense Fox News, il presidente siriano Bashar al-Assad ha fatto sapere che il tempo richiesto per la distruzione dell’arsenale chimico è di circa un anno e che il costo dell’operazione sarà di un miliardo di dollari: si tratterà di un’operazione molto complessa anche per gli aspetti ambientali, ma che verrà fatta in quanto la Siria intende rispondere appieno alla Convenzione internazionale sulle armi chimiche.
Con un filo di provocazione il presidente siriano si è poi detto disponibile a porre le armi chimiche sotto il controllo degli Usa affinché siano loro a distruggerle sul posto, sempre che siano gli Stati Uniti a pagare il costo dell’operazione.
al-Assad ha quindi negato ogni responsabilità nell’utilizzo dei gas letali lo scorso 21 agosto nei pressi di Damasco, in cui sono morte 1400 persone, e lui stesso ha definito l’accaduto una “violazione del diritto internazionale” ed un “crimine”.
Rivolgendosi ad Obama in merito alle minacce di attacco e considerando la contrarietà degli americani espressa dai sondaggi, al-Assad ha detto: “Ascolta il tuo stesso popolo. Segui il buon senso del tuo popolo”.
