di Guido Keller –

Siria e Russia hanno annunciato oggi l’apertura di corridoi umanitari ad Aleppo, un’”operazione umanitaria su larga scala” volta a soccorrere la popolazione, a dare la possibilità a chi vuole lasciare la città di farlo e a permettere ai ribelli di arrendersi.

Il presidente Bashar al-Assad ha comunicato inoltre la piena amnistia per coloro che entro tre mesi deporranno le armi e si arrenderanno: migliaia di volantini sono stati lanciati su Aleppo dagli aerei militari per informare i combattenti del perdono presidenziale.

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, che ha “constatato una situazione difficile” nella città,

ha parlato di tre corridoi umanitari “per aiutare i civili” e di un quarto nella parte settentrionale della città, per permettere a chi si vuole arrendere di consegnarsi.

Incominciato alcuni mesi fa, quello siriano su Aleppo è stato un attacco preventivo dopo che i satelliti russi hanno permesso di appurare l’ammassamento di jihadisti pronti a lanciarsi in un’offensiva. Si tratta dei miliziani di Jabat al-Nusra, diramazione siriana di al-Qaeda e come tale esclusi dalla tregua del 27 febbraio, e dei loro alleati di Jaysh al-Islam e di Ansar al-Sham, i quali, pur sedendo al tavolo delle trattative di Ginevra in forza alla composita delegazione delle opposizioni (Hnc), non hanno rispettato la tregua e continuano a combattere.

I rifornimenti di armi e di materiali ai ribelli di Aleppo sono arrivati fino a poco fa attraverso la Turchia, ma già nel settembre 2015 il Centcom, il comando delle forze Usa in Medio Oriente, aveva ammesso che ribelli siriani addestrati dagli Usa avevano ceduto parte delle loro armi ed equipaggiamenti affidatigli dal Pentagono a Jabat al-Nusra “in cambio del loro passaggio” nel gruppo.

Dal 7 luglio la città è tuttavia circondata, in quanto sono state tagliate le vie di rifornimento ai ribelli e i collegamenti con le forze del resto del territorio. Aleppo potrebbe quindi essere riconquistata entro poche settimane, consentendo ai governativi di assestare un duro colpo ai ribelli e ai jihadisti di Jabat al-Nusra.

Nei giorni scorsi vi erano state numerose vittime civili a causa dei bombardamenti con l’artiglieria da parte dei ribelli sui quartieri controllati dall’esercito e da parte degli aerei e dell’artiglieria da parte dei militari regolari sui quartieri controllati dai jihadisti e dai ribelli.