di Guido Keller –

Solo sette civili feriti e otto combattenti sono stati evacuati da Aleppo attraverso gli otto corridori umanitari e i mezzi messi a disposizione per la tregua di 48 ore indetta da Russia e Siria su Aleppo, una situazione che mette i due governi alleati nella posizione di poter dimostrare alla comunità internazionale di aver dato ogni possibilità ai “ribelli” e ai civili, ma che la stessa è stata disattesa.

D’altronde da subito i corridoi sono stati resi inaccessibili proprio dai “ribelli” e dai loro alleati qaedisti di Jabat Fath al-Sham, i quali hanno sparato sui civili che hanno tentato di lasciare la parte orientale della città. Anche i combattenti non hanno aderito alla possibilità di lasciare la sacca di Aleppo e di essere scortati nella provincia di Idlib, sotto controllo di altri gruppi di ribelli e dell’Esercito libero siriano.

Con la fine della tregua sono immediatamente ripresi i combattimenti, con razzi e colpi di artiglieria sparati dai “ribelli” sulla parte occidentale di Aleppo e con pesanti bombardamenti da parte dell’aviazione russa e di quella siriana

Save The Children ha denunciato che ad Aleppo est sono rimasti uccisi nell’ultimo mese 136 bambini specialmente a causa delle bombe a grappolo lanciate dagli aerei siriani, peraltro proibite dal gennaio 2010: “ribelli” e qaedisti mantengono le loro posizioni e i loro bunker tra le case dei civili e tra gli edifici pubblici, da dove sparano e dove sono colpiti dal fuoco di russi e siriani.