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Ancora una volta si parla delle opere antiche trafugate dai jihadisti del Daesh (Isis) e vendute di contrabbando, un’attività che contribuisce, unitamente all’esportazione del petrolio, ai saccheggi e ai riscatti per i rapimenti, a finanziare la Jihad. La denuncia è arrivata oggi da Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco, la quale ha detto che le immagini satellitari e l’incredibile afflusso di oggetti antichi d’arte riscontrato sui mercati clandestini testimoniano un “saccheggio su scala industriale”, attraverso “migliaia di scavi archeologici illegali”.
L’occasione per lanciare il grido di allarme è stata una conferenza sul tema che si è tenuta a Sofia, in Bulgaria, dove Bokova ha precisato che lottare contro questo traffico è ormai la “priorità numero uno” dell’Unesco.
