TMNews, 8 giu 12 –
L’inviato delle Nazioni Unite e della Lega araba per la crisi siriana, Kofi Annan, ha confermato ieri che “sono in corso negoziati sulla possibilità di stabilire un gruppo” di contatto sulla Siria. Questo gruppo, ha detto, dovrà “includere i paesi che hanno un’influenza sull’uno e sull’altro campo, il governo e l’opposizione”, dunque anche l’Iran. A questo proposito, Annan ha precisato che “l’Iran è un paese importante della regione” ed ha manifestato “la speranza che l’Iran partecipi a una soluzione” della crisi siriana. “I negoziati sono ancora a uno stadio preliminare”, ha comunque avvertito Annan. Secondo fonti diplomatiche, il Gruppo di contatto potrebbe includere gli Occidentali e potenze regionali come Turchia, Arabia Saudita, Russia e Cina. La partecipazione di Teheran è però piuttosto controversa e osteggiata soprattutto da Stati uniti, Regno Unito e Francia. Interpellata a tal proposito, l’ambasciatrice Usa all’Onu, Susan Rice, ha risposto che “l’Iran è parte del problema” in Siria per il suo “sostegno attivo” al regime. Il segretario generale dell’Onu, Ban ki-moon, ha sottolineato da parte sua che “la comunità internazionale deve agire per mantenere” in vita il piano di pace di Annan. “Questo piano resta al centro dei nostri sforzi”, ha aggiunto, ma il deterioramento della situazione impone delle “discussioni sul modo di agire in futuro”. “Il piano non è morto, è la sua applicazione ad aver fallito”, ha spiegato a questo proposito Kofi Annan, sottolineando come il Consiglio di sicurezza ha evocato “ciò che deve essere fatto per accelerare la sua applicazione e quali sono le considerazioni da fare nel caso in cui esso dovesse fallire”. Annan si è infine soffermato sui rischi che la crisi siriana possa travalicare i confini nazionali e contagiare l’intera regione. “La Siria non è la Libia, non imploderà, ma esploderà al di la delle sue frontiere” se la crisi in corso non sarà fermata in tempo, ha detto il diplomatico.

