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Oltre 30 militari siriani dislocati presso un posto di blocco a Maarat al-Numan, nella provincia di Idlib, sono rimasti uccisi a seguito dell’esplosione di un potente ordigno piazzato in un tunnel scavato sotto di loro: a riferirlo è l’Osservatorio siriano per i Diritti umani, con sede a Londra e vicino alle opposizioni, il quale ha spiegato che i miliziani dei due gruppi jihadisti dell’Isil, legato ad al-Qaeda, e del Consiglio degli Scudi della Rivoluzione, hanno scavato un tunnel di circa 200 metri per arrivare ad uccidere i militari ed a investire ogni cosa in un ampio raggio.
Nel video diffuso dagli autori dell’attentato si vedono detriti ovunque e si odono esclamazioni esultanti di “Allahu Akhbar!”, cioè “Dio è’ grande!”.
Il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman, ha reso noto che il posto di blocco attaccato costituiva una delle linee principali di difesa della vicina base militare di Wadi Deif, una delle pochissime roccheforti ancora in mano ai lealisti nella provincia, che i ribelli tentano di espugnare da oltre un anno.
Ad est, nella zona di Deir Ezzor, almeno una settantina di jihadsti sono rimasti uccisi in scontri fra i due gruppi, l’Isil e al-Nusra, dimostrando così che le parole del leader di al-Qaeda, Aiyman al-Zawahiri, sono rimaste inascoltate.
