Ansa, 26 ago 12 –
Sale a 440 il bilancio dei morti in Siria secondo gli attivisti anti-regime del coordinamento dei comitati locali, che parla di “massacro a Daraya”, e denuncia nuovi bombardamenti stamani, aerei e a colpi di artiglieria, sulle periferie di Damasco, ad Aleppo, Daraa, con i civili che si stanno dando alla fuga.
Se confermato, quello di ieri e’ il bilancio piu’ tragico dall’inizio della rivolta in Siria, quasi un anno e mezzo fa. Il giorno piu’ sanguinoso, in precedenza, si era registrato lo scorso 12 luglio, con almeno 287 morti stimati dagli attivisti, la gran parte dei quali, 220, nella strage di Hama. A differenza delle scorse settimane, sempre secondo gli attivisti anti-regime, l’esercito fedele al presidente Bashar al Assad ha messo in campo l’aviazione, che spara indiscriminatamente sui quartieri residenziali delle roccaforti della ribellione, nelle periferie di Damasco come a Homs, Hama, Dayr az Azzor, Aleppo. Ieri, nella sola Idlib, 10 missili lanciati dagli aerei hanno centrato alcuni quartieri della citta’. Stamani, i morti nei bombardamenti sono gia’ 23.
Non in scontri armati tra ribelli e governativi ma in esecuzioni di massa sono state uccise nelle ultime 24 ore più di 200 persone a Daraya, sobborgo a sud di Damasco, portando a circa 330 il numero dei residenti uccisi negli ultimi cinque giorni dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad. Lo riferisce Amer Shahbandar, pseudonimo di uno dei portavoce dei Comitati di coordinamento locali di Daraya, raggiunto telefonicamente a Damasco dall’ANSA. “L’assedio alla città è totale dal 20 agosto scorso. Daraya è senza elettricità e senza comunicazioni. Le informazioni le otteniamo tramite sfattette di residenti che riescono a giungere a Damasco”. L’attivista denuncia un vero e proprio massacro: “i corpi, ancora non tutti identificati, di circa 210 persone sono stati rinvenuti in diversi luoghi di Daraya, con fori di arma da fuoco alla testa o al collo. Sono state sterminate intere famiglie nelle loro case. Dentro e nei pressi della moschea Abu Sleiman Darani sono stati rinvenuti 156 corpi, di questi 19 sono di donne e tre di bambini. Altri corpi sono stati trovati negli orti a ovest del centro di Daraya”. Shahbandar racconta la dinamica degli eventi: “dopo aver imposto l’assedio il 20 agosto scorso, le forze del regime hanno cominciato a bombardare la città e ha sparare sulla gente con i cecchini appostati in lontananza. In questi cinque giorni sono state uccise circa 120 persone, pochi dei quali membri dell’Esercito libero (i ribelli)”. “Venerdì sera l’Esercito libero ha deciso di ritirarsi dopo aver tentato di opporre resistenza. Sabato è quindi cominciata l’invasione e il massacro metodico delle forze del regime”, prosegue l’attivista che indica un link Internet dove il suo gruppo ha pubblicato una lista, in fase di aggiornamento, delle vittime finora identificate. “Daraya rimane isolata, senza medicine, senza acqua e senza cibo. E’ una situazione umanitaria disperata”, conclude Shahbandar.
