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A poche ore dal vertice europeo il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, è intervenuto sul Corriere della Sera per ribadire che la soluzione alla crisi siriana “non può essere trovata nelle armi” e che “La situazione è difficile, certo. Siamo entrati nell’era del pericolo. Eppure qui, all’Onu, tutti i leader si sono impegnati con fiducia a perseguire lo sviluppo sostenibile del pianeta. Poi, certo, c’è la dura realtà di tutte queste crisi, a cominciare da quella siriana: più di 200mila morti, 4 milioni di persone che si sono rifugiate all’estero e altre 8 milioni in fuga all’interno del Paese per sottrarsi alle violenze”. Vi sono “Quattro anni e mezzo di guerra, distruzioni immani. Eppure, proprio per questo, sono convinto che la soluzione non possa essere trovata nelle armi. Credo ancora, e dobbiamo crederci tutti fermamente, in una soluzione politica”, ha continuato, aggiungendo che “Conto molto sull’azione del mediatore dell’Onu, Staffan de Mistura, impegnato in questi giorni in una spola diplomatica Mosca-Washington. De Mistura ha anche convinto molti dei gruppi in lotta in Siria a partecipare a quattro gruppi di lavoro per cercare una soluzione della crisi che non può venire dalle armi: è solo un primo passo, ma è importante averlo fatto”.

Alla domanda sull’intervento russo nel conflitto in corso il numero uni del Palazzo di vetro ha risposto che “col diffondersi del terrorismo islamico dell’Isis e di al-Nusra, la situazione si è fatta più complicata”, ma “queste missioni militari devono essere compiute nel rispetto delle leggi umanitarie internazionali, senza causare vittime civili”.

Ha poi voluto sottolineare il ruolo dell’Italia nelle crisi: “È stata fin qui la pietra angolare dei processi di pace delle Nazioni Unite e dell’impegno per i diritti umani. È anche il Paese occidentale che ha dato il maggior contributo alle attività di peacekeeping. Avete mandato più di 1.100 uomini in Libano e altrove e io conto sulla continuazione di questo impegno”. “L’Italia è stata anche un campione dello sviluppo dei diritti umani e spero che prosegua su questa strada, insieme con le altre nazioni, ora che c’è da concretizzare l’Agenda 2030 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Un pianeta accogliente, con al centro il futuro degli esseri umani, possiamo farcela”, ha aggiunto.