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Aleppo distruttaNon si fermano le violenze in Siria, nonostante il cessate-il-fuoco in corso: in un raid aereo, quasi certamente governativo, sono stati centrati edifici abitativi e l’ospedale al-Quds nel quartiere Sukkari di Aleppo. I morti fra i civili sono una trentina, fra i quali donne e bambini.

Ad Aleppo è presente un consistente gruppo dei qaedisti di Jabat al-Nusra, i quali sono esclusi dalla tregua, e l’esercito regolare ritiene, come hanno dimostrato le rilevazioni satellitari dei russi, che i jihadisti stiano sfruttando la tregua per consolidare le proprie posizioni nella città e garantire i corridoi di rifornimenti dalla Turchia, anche grazie al sostegno di gruppi di ribelli.

La Croce Rossa ha affermato che l’ospedale è “stato completamente distrutto”, lasciando anche persone senza cure salva-vita.

Sul caso è intervenuto il responsabile degli aiuti umanitari dell’Onu, Stephen O’Brien, il quale ha avvertito il Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul “nuovo serio deterioramento della situazione umanitaria in Siria”. Per O’Brien “La situazione ad Aleppo è catastrofica”, e al termine della riunione dei Quindici l’ambasciatore neozelandese Gerard van Bohemen ha comunicato che verrà votata una risoluzione per contrastare gli attacchi alle strutture sanitarie.

Anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si è detto “preoccupato per la grave recrudescenza delle violenze in Siria, ed in particolare per i bombardamenti aerei indiscriminati da parte del regime che stanno mettendo a rischio la tenuta della cessazione delle ostilità”. Per Gentiloni, “In linea con le valutazioni dell’Inviato Speciale Onu de Mistura, è opportuno un rilancio dell’azione del Gruppo di supporto internazionale per la Siria (ISSG) a sostegno di un effettivo riconsolidamento della tregua e di un pieno e libero accesso degli aiuti umanitari”.

Oggi il governo di Damasco ha definito “un chiaro atto di aggressione” la presenza in Siria di 150 militari statunitensi, i quali sono arrivati a Rmelian, base dei curdi impegnati nella lotta all’Isis. La Casa Bianca ha annunciato l’invio complessivamente di 250 militari.