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Sarà il democratico Ashton Carter a succedere nel ruolo di capo della Difesa Usa al repubblicano Chuck Hagel, licenziato in tronco da Barak Obama in quanto incapace di produrre risultati soddisfacenti in merito alla crisi Isis.
Il 60enne Carter è già stato numero due del Pentagono dall’ottobre 2011 al dicembre 2013: resta ora da vedere quale tipo di approccio avrà sempre in tema Stato islamico, dal momento che sono stati proprio gli Usa, con Turchia e Qatar, ad inventare e sviluppare l’Isis per colpire Bashar al-Assad, alleato di Mosca.
Sempre oggi è arrivata la notizia secondo la quale gli Usa hanno progettato un intervento aereo volto a colpire il nord della Siria per creare una zona-cuscinetto con gestione da parte dei ribelli siriani moderati, cosa che ha chiesto in più occasioni la Turchia, paese membro della Nato.
Il piano prevede che i caccia Usa, partiti dalla base di Incirlik, in Turchia, colpiscano le basi dei militanti dell’Isis lungo il confine a nord di Aleppo. Le forze speciali turche dovrebbero quindi entrare nell’aerea per aiutare nell’individuazione degli obiettivi e fornire sostegno ai ribelli siriani.
Resta da vedere come sarà interpretato l’arrivo di militari turchi e di aerei statunitensi nel territorio siriano da Bashar al-Assad: in base al diritto internazionale si tratterebbe di una vera e propria invasione, tuttavia la cosa rappresenterebbe un ulteriore alleggerimento della pressione esercitata dai jihadisti dell’Isis e di al-Nusra sulle truppe regolari siriane sfiancate da quattro anni di guerra, un conflitto che ha già visto 200mila morti.

