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Fino ad oggi l’azione di Ankara conseguente alla strage di Suruc, rivendicata dall’Isis, è consistita nel bombardare più i curdi del Pkk che i jihadisti dello Stato Islamico. Tuttavia il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha garantito al Segretario Usa John kerry che presto avrà inizio un’operazione nel nord della Siria rivolta contro lo Stato Islamico, una “lotta senza quartiere”. Al termine del colloquio avuto con Kerry a Kuala Lumpur, Cavusoglu ha spiegato ai giornalisti che “Adesso, insieme agli Stati Uniti, stiamo addestrando ed equipaggiando l’opposizione siriana moderata e presto inizierà la nostra lotta senza quartiere contro il Daesh. Allora la terra sarà più sicura per l’opposizione moderata che combatte l’Isis sul terreno”.

Intanto il Qatar, che dell’Isis è stato uno dei massimi finanziatori e, insieme alla Turchia, uno dei principali sostenitori (basti pensare ai migliaia foreign fighter che transitavano liberamente negli aeroporti turchi per poi raggiungere l’Isis, o ai jihadisti lasciati passare in territorio turco per tentare di prendere la città curdo-siriana di Kobane alle spalle), ha fatto sapere il proprio appoggio all’azione dei caccia turchi contro i curdi del Pkk nel Kurdistan iracheno. Nei giorni scorsi la Lega Araba aveva condannato l’iniziativa di Erdogan, ed aveva chiesto ad Ankara di riconoscere la sovranità dell’Iraq.