TMNews, 1 set 12 –
La Cina è sempre più preoccupata dall’aggravarsi della situazione in Siria. Lo ha confessato il ministro degli Esteri di Pechino, Yang Jiechi, al nuovo inviato speciale delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi. Yang ha sottolineato che la situazione in Siria aumenta di gravità di giorno in giorno e che la Cina è profondamente preoccupata e sta seguendo da vicino la situazione umanitaria. Ha inoltre accolto Brahimi, ex ministro degli Esteri algerino, nel nuovo incarico e ha indicato che Pechino lo sostiene nelle sue iniziative per realizzare una risoluzione politica alla crisi. Brahimi ha raccolto l’eredità dell’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan come inviato dell’Onu e della Lega araba lo scorso mese, dopo le dimissioni di Annan per quella che ha definito la mancanza di sostegno internazionale per i suoi sforzi per mettere fine al conflitto. I gruppi della resistenza aramta che cercano di destituire il presidente siriano Bashar al Assad sono coinvolto in intensi combattimenti con il suo governo ad Aleppo e in altre parti del Paese. Le iniziative per mettere fine ai combattimenti si sono rivelate infruttuose, in parte a causa per i contrasti tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. La Cina, ad esempio, non è in sintonia con gli Stati Uniti sulla gestione del conflitto e, insieme con la Russia, ha messo il veto a varie risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sul dossier.

