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L’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, ha reso noto che “Il governo siriano ha completato il trasferimento della 13ma consegna di sostanze chimiche”, portando il “totale delle sostanze rimosse al 65,1%, con un livello del 57,4% per quelle prioritarie”.
I lavori di imbarco sulle navi messe a disposizione da Danimarca e Norvegia, che le portano alla statunitense Cape Ray per la distruzione tramite idrolisi in acque internazionali, continuano, con un’accelerazione sulle procedure che fino a poco fa segnavano un certo ritardo.
L’ammontare complessivo degli agenti chimici è stato stimato in 700 tonnellate di agenti tossici e in 500 di precursori (ovvero dei reagenti che vanno mescolati per rendere letali i veleni), mentre le 122 tonnellate di alcool isopropilico, prodotto molto comune in quanto utilizzato nella quotidianità un po’ ovunque, rimarranno nel paese.
Non è invece ancora chiaro chi sia stato l’autore dell’attacco con gas tossici di due giorni fa a Kafr Zita: l’Osservatorio siriano per i diritti umani, vicino alle opposizioni e con sede a Londra, incolpa le autorità di Damasco, mentre l’esercito attribuisce la responsabilità agli jihadisti legati ad al-Qaeda del Fronte al-Nusra.
