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Rami Abdel Rahmane, direttore dell’Osservatorio siriano dei diritti umani (organizzazione vicina alle opposizioni e con sede a Londra) ha riferito oggi che “Almeno 18 civili, tra i quali quattro bambini, sono stati uccisi e altri 120 sono rimasti feriti dai lanci di razzi dei ribelli contro i quartieri occidentali di Aleppo, controllati dal regime”.
Non si tratta della prima volta che i ribelli e i loro alleati qaedisti di Jabat al-Nusra bombardano indiscriminatamente le zone di Aleppo abitate dai civili, i quali, nonostante la guerra in corso, non hanno lasciato la città.
Aleppo continua ad essere al centro degli scontri in Siria: le forze regolari hanno compiuto un massiccio attacco preventivo dopo che i satelliti russi hanno permesso di appurare l’ammassamento di jihadisti pronti a lanciarsi in un’offensiva. Si tratta dei miliziani di Jabat al-Nusra, diramazione siriana di al-Qaeda e come tale esclusi dalla tregua del 27 febbraio, e dei loro alleati di Jaysh al-Islam e di Ansar al-Sham, i quali, pur sedendo al tavolo delle trattative di Ginevra in forza alla composita delegazione delle opposizioni, non hanno rispettato la tregua e continuano a combattere.
