di Enrico Oliari

Le Nazioni Unite hanno deciso di sospendere la fornitura di aiuti umanitari con mezzi di terra dopo che ieri è stato bombardato un convoglio nel nord ovest della Siria, ad al-Kubra, e sono stati distrutti 18 dei 31 camion, con 20 civili e un volontario della Croce Rossa uccisi.

Le forniture rientravano nell’accordo di tregua, ma non è ancora chiaro chi abbia colpito i mezzi della Mezza Luna Rossa.

Ad annunciare la decisione di interrompere l’invio di convogli umanitari è stato l’Ufficio dell’Onu per gli affari umanitari (Ocha), il cui portavoce Jens Laerke ha reso noto che “Come misura di sicurezza immediata, gli altri movimenti di convogli in Siria sono stati per ora sospesi in attesa di ulteriori valutazioni della situazione sul fronte della sicurezza; tuttavia, restiamo impegnati per fornire aiuti a tutti i siriani che li necessitano”.

Il coordinatore umanitario dell’Onu, Stephen O’Brian, ha affermato che “Se verrà dimostrato che questo attacco spietato è stato diretto deliberatamente contro operatori umanitari equivarrebbe ad un crimine di guerra“, e Peter Maurer, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Icrc), ha parlato di “plateale violazione della legge internazionale dei diritti umani”.

Al momento è stato appurato che ne’ gli aerei siriani (Damasco ha smentito), ne’ quelli russi hanno colpito il convoglio e Mosca ritiene che non si sia trattato di un raid, bensì di un bombardamento da terra, probabilmente ad opera di Jabat Fath al-Sham, ex Jabat al-Nisra, la diramazione siriana di al-Qaeda che controlla con alcuni gruppi di ribelli alleati l’area come pure la metà della vicina città di Aleppo.

Il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov sì è spinto oltre azzardando che i mezzi siano stati incendiati o distrutti da esplosivi piazzati: “Abbiamo studiato attentamente il video dei cosiddetti attivisti dalla scena e non abbiamo trovato segni che dimostrassero che a colpire il convoglio sia stato qualsiasi tipo di munizione”, poiché mancano le tracce a “imbuto” tipiche delle munizioni sparate dagli aerei.

Da più parti si è parlato della fine evidente della tregua, e forse a questo mirava chi ha distrutto i camion, ma il segretario di Stato Usa John Kerry, che si è confrontato a New York con i russi e con i rappresentanti di altre potenze mondiali, ha assicurato che il cessate-il-fuoco in Siria “non è morto” e che i colloqui ricominceranno alla fine della settimana.