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Dopo il palese fallimento del “Ginevra 2” mediato dall’inviato dell’Onu Lakhdar Brahimi, vi è stato oggi un nuovo tentativo, più discreto, di far dialogare nella città svizzera le parti coinvolte in Siria nella guerra civile, cioè il governo di Damasco e gli insorti siriani, pur tenendo ferma la realtà che vede intere parti del territorio in mano a gruppi terroristici quali al-Nusra e soprattutto l’Isis.
Sotto la guida del nuovo inviato Staffan de Mistura, si è ripartiti dal “Ginevra 1”, cioè dalla proposta di mettere immediatamente fine alle ostilità e di lavorare ad un governo di unità nazionale con rappresentanti di entrambe le parti. Le precedenti trattative erano partite con la precondizione delle dimissioni del presidente Bashar al-Assad, cosa che aveva le aveva inficiate a priori.
De Mistura ha spiegato che sono state “invitate più parti possibili” alle “consultazioni separate” in cui verrà presentata la realtà che vede 4 anni di guerra e 160mila morti.
La novità è la partecipazione dell’Iran, ritenuto sempre più un attore fondamentale nel teatro mediorientale e soprattutto il miglior alleato del governo di Damasco, tanto che militari iraniani sono attivi in Siria fin dall’inizio del conflitto.
Nella foto: Staffan de Mistura.
