di Enrico Oliari –

Stati Uniti e Gran Bretagna hanno potrebbero presto introdurre nuove sanzioni contro la Russia a causa della drammatica situazione di Aleppo est, dopo il palese fallimento dell’incontro di Losanna a cui hanno preso parte il segretario di Stato Usa John Kerry, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e quelli di Iran, Arabia Saudita, Turchia, Giordania, Iraq, Egitto e Qatar, oltre che ai principali rappresentanti del governo di Damasco e dei ribelli ed ovviamente l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura.

Delle ritorsioni ne hanno parlato oggi in un incontro Kerry e l’omologo britannico Boris Johnson, insieme ai responsabili diplomatici di Germania e Francia.

Sul tavolo di Losanna non c’era solamente la necessità di raggiungere una tregua ad Aleppo, bensì il proposito di individuare gli spazi per arrivare ad un cessate-il-fuoco complessivo in Siria. Tuttavia si è ancora una volta ripetuto lo scenario dell’incontro del 9 settembre, con un inconcludente scambio di accuse che vede gli Usa e l’occidente rinfacciare alla Russia e alla Siria di bombardare indiscriminatamente la parte orientale di Aleppo e di sostenere il ruolo del presidente Bashar al-Assad, e Mosca rispondere che ad Aleppo vi sono gruppi salafiti, nella fattispecie Ansar al-Sham e Jaysh al-Islam, e soprattutto i qaedisrti di Jabat Fath al-Sham, ex Jabat al-Nusra, ritenuti dalla comunità internazionale quali terroristi.

Tra le cose rimproverate dai russi vi è il fatto che, nonostante le molte richieste, l’occidente ancora non ha operato per separare i ribelli dai qaedisti, i quali hanno le loro posizioni fra le case e gli ospedali dei 275mila abitanti rimasti lì intrappolati in una disastrosa crisi umanitaria.

Non è inoltre un mistero che specialmente Turchia ed Arabia Saudita abbiano e stiano rifornendo armi tanto ai ribelli quanto ai terroristi, ed in passato il Centcom, il comando delle forze americane in Medio Oriente, ha ammesso che ribelli siriani addestrati dagli Usa hanno ceduto parte delle loro armi ed equipaggiamenti affidatigli dal Pentagono a Jabat al-Nusra, la propaggine di al-Qaeda in Siria, “in cambio del loro passaggio” nel gruppo.

La situazione diplomatica è quindi di stallo, per cui a Losanna si è concordato unicamente di “prolungare i contatti nei prossimi giorni”, come ha spiegato Lavrov, il quale ha aggiunto che “sono stati affrontati temi interessanti che possono influire sulla situazione sperando che si riesca a raggiungere un’intesa”. Per Kerry l’incontro, durato 4 ore, è stato “uno schietto scambio di idee da cui sono emerse nuove ipotesi, senza tensioni e rancori”.