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Sono sempre più accesi i combattimenti nel nord della Siria fra gli jihadisti dei vari gruppi legati ad al-Qaeda, in particolare Jabat al-Nusra e lo Stato islamico dell’Iraq e del levante, e gli insorti, cosa che ormai rappresenta una sorta di terzo fronte nella crisi che investe il Paese mediorientale e che ha già provocato oltre 130mila morti: l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh), che ha sede a Londra, ha riferito oggi che “Cinque ribelli islamisti sono stati uccisi in un attacco con un ordigno che ha preso di mira il loro veicolo a Saraqeb”, nella provincia di Idlib. A porre l’ordigno sotto la vettura un miliziano della brigata Ahrar al-Sham, parte degli insorti siriani.

Nella notte del 7 gennaio gli jihadisti hanno ucciso circa cinquanta prigionieri detenuti nell’ospedale pediatrico di Aleppo, trasformato in prigione dai ribelli: le vittime erano in gran parte membri dell’Esercito Libero.