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La Francia, fautrice di una revoca dell’embargo sulle armi all’opposizione siriana, e la Germania, confidano in “un compromesso europeo” sulla questione lunedì a Bruxelles. Lo hanno affermato i capi della diplomazia dei due Paesi. “La Francia spera in una soluzione più consensuale possibile che permetta di fornire all’opposizione i mezzi per difendersi dagli attacchi incessanti del regime” siriano, ha dichiarato Laurent Fabius al termine di un incontro con il suo omologo tedesco Guido Westerwelle a Parigi. “Dobbiamo costruire un consenso europeo” lunedì a Bruxelles, nel corso del Consiglio dei ministri degli Esteri dei 27, ha insistito. “Ho molto rispetto per la posizione dei nostri amici francesi. Cercheremo di gettare un ponte per trovare una soluzione comune”, ha dichiarato da parte sua Westerwelle. “La cosa più importante è che si trovi una posizione comune nell’Unione europea sulla Siria. La cosa peggiore sarebbe un segnale di disaccordo dell’Europa sulla Siria che piacerebbe a Bashar al Assad”, ha sottolineato il ministro tedesco. A fine aprile, Berlino, molto riservato sul principio di consegnare armi ai ribelli, si era tuttavia detto pronto a una revoca dell’embargo se “non vi sono rischi che queste armi finiscano in cattive mani”. Le sanzioni dell’Ue alla Siria devono essere rinnovate a fine maggio. In questa occasione, la Francia e soprattutto la Gran Bretagna faranno pressione per una revoca dell’embargo sulle armi per potere equipaggiare i ribelli siriani.