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erdoganIl presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che la città curdo-siriana di Kobane, assediata da giorni da un migliaio di combattenti dell’isis dotati anche di armamenti pesanti, “sta per cadere”.

Nonostante in passato abbia avuto le sue responsabilità nella nascita e nello sviluppo dell’Isis, Erdogan ha riaffermato oggi la necessità di un intervento via terra, anche se solo ieri il premier Ahmet Davutogli ha affermato che la partecipazione della Turchia alla coalizione internazionale è subordinata al rovesciamento di Bashar al-Assad.

Ancora non è chiaro se Ankara muoverà i 10mila militari dislocati nella porzione di confine sopra Kobane, ma intanto si è saputo della visita del Segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg, il quale sarà ad Ankara giovedì per discutere della questione e delle minacce che sta rappresentando l’Isis per l’intera area. Se la cittadina di frontiera di Kobane, infatti, cadrà nelle mani dei jihadisti, l’Isis potrebbe presto assumere il controllo di un importante tratto di confine tra Turchia e Siria.

Considerando che la Turchia è paese membro della Nato, Stoltenberg ha già fatto sapere che “la nostra prima responsabilità è proteggere l’integrità e le frontiere della Turchia. E’ la ragione per la quale abbiamo dispiegato missili Patriot: per migliorare e rafforzare la sua difesa aerea”.