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La Francia, per bocca del suo ministro degli Esteri Laurent Fabius, ha espresso oggi la sua posizione in merito all’utilizzo delle armi chimiche in Siria ed al recente eccidio di 1300 persone nella zona di Damasco, affermando che se il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non fosse in grado di giungere una decisione, Parigi provvederà ad “altri modi”, ovvero ad una “reazione che può assumere la forma di un’azione di forza” pur senza pensare di “mandare truppe sul campo”.
Già in passato Parigi era intervenuta sulle armi chimiche addossando a priori la responsabilità del loro impiego all’esercito di al-Assad, salvo poi doversi fermare in quanto gli indizi tendevano a dimostrare che ad utilizzare tali armi erano stati gli insorti.
Parigi e Londra stanno spingendo per vendere armi ai ribelli siriani ed il via libera ottenuto in occasione di un i contro dei ministri degli Esteri dei Ventisette (allora mancava la Croazia) ha di fatto dato la scusa agli Hezbollah libanesi ed a circa 4mila pasdaran iraniani di intervenire a fianco del regime.

