Notizie Geopolitiche

Si è risolto con un nulla di fatto l’incontro a margine del G20 di Hangzhou tra il presidente Usa Barak Obama e quello russo Vladimir Putin incentrato sulla crisi siriana e su quella ucraina.

Lo scopo ero di individuare spazi per il cessate-il-fuoco in entrambi i teatri, ma Obama in conferenza stampa ha notato la “mancanza di fiducia”: nei venti minuti di colloquio si è cercato di concentrarsi sui “nemici comuni”, ma, per quanto il faccia a faccia sia stato “produttivo”, permangono le distanze di vedute.

Obama ha quindi chiesto al segretario di Stato Usa John Kerry e al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov di proseguire nei prossimi giorni gli sforzi per il raggiungimento di un accordo.

A spingere per una tregua se non altro per la Festa del sacrificio (Eid al Asha) è il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, il quale, dopo la rappacificazione con il Cremlino e i primi contatti con Damasco, si trova in mezzo ai due leader e potrebbe approfittare della sua posizione per giocare un ruolo determinante.

Lo ha riferito il portavoce di Erdogan, Ibrahim Kalin, il quale ha rilevato che il presidente turco si è incontrato per due volte separatamente con Obama al fine di “concordare il prima possibile un cessate-il-fuoco o una tregua” in particolare per Aleppo. “Stiamo aspettando – ha continuato Kalin – un accordo finale. Abbiamo ricevuto i contorni, ma ci attendiamo un accordo su carta che possa essere realizzato”.