di Enrico Oliari –

Nessuna soluzione all’orizzonte per la crisi siriana, dove anche oggi sono arrivate notizie di scontri e di vittime. Eppure la situazione deve essere in un modo o nell’altro sbloccata, poiché l’emergenza siriana sta assumendo sempre più i connotati di un vero e proprio conflitto civile: sono quasi 14.000 i morti dall’inizio delle proteste contro il regime di Bashar al-Assad e sono oltre un milione e 400mila i profughi allo sbando in un paese dove l’emergenza sanitaria ed il dramma umano sono sotto gli occhi di tutti.

Oggi il portavoce della Fratellanza musulmana in Siria, Zuhayr Salem, ha fatto sapere che da parte del suo gruppo, che partecipa al Cns, c’è “disponibilità a dialogare con tutti” pur di arrivare ad una soluzione della crisi.

Salem, intervistato dalla Aki-Adnkronos International, ha affermato di “non poter dire che i Fratelli Musulmani abbiano aperto dei canali nel senso politico, ma ciò non nega l’esistenza di situazioni di dialogo con molti interlocutori” e che è da “correggere l’immagine stereotipata e distorta con cui il regime oppressore, e purtroppo anche altre forze di varia estrazione, ha dipinto la Fratellanza”.

Per Salem è impensabile l’apertura di un confronto con paesi come l’Iran, la Russia e la Cina, colpevoli di sostenere il regime di al-Assad nonostante la terribile carneficina di Hula.

“Perché abbia senso dialogare bisogna raggiungere una certa soglia” di credibilità” ha concluso Salem, secondo cui la chiave della soluzione della crisi “è nella scelta che faranno i siriani tra proseguire la rivoluzione, che significa la vittoria, o ritirarsi, che sarebbe regredire a una situazione peggiore di quella precedente alla rivoluzione”.