TMNews, 26 lug 12 –
Il generale siriano dissidente Manaf Tlass prepara una ‘roadmap’ per un’uscita dalla crisi, che coinvolga persone “oneste” in seno al regime ma senza Bashar al Assad. Lo ha rivelato lui stesso in un’intervista rilasciata al quotidiano arabo Asharq al Awsat. “Cerco, per quanto possibile, di aiutare a unire le persone oneste in Siria e all’estero per elaborare una roadmap in vista di un’uscita dalla crisi”, ha dichiarato il generale Tlass nell’intervista realizzata in Arabia Saudita, dove ha effettuato i ritir della Omra (piccolo pellegrinaggio) alla Mecca. Ha aggiunto di essere pronto a cooperare con il Consiglio nazionale siriano (Cns), la principale formazione dell’opposizione, e l’Esercito siriano libero (Asl), formato da disertori e civili armati, senza escludere gli “onesti” del regime. “Porterò avanti contatti con tutte le persone oneste che vogliono ricostruire la Siria, appartengano al Cns o all’Asl (…), anche gli onesti all’interno del regime”, ha spiegato, “Sono in tanti in seno al regime a non avere le mani sporche di sangue”. Il generale ha però escluso un coinvolgimento di Bashar al Assad.
“Non vedo una Siria con Bashar al Assad”, ha detto in risposta a una domanda su un futuro ruolo dell’attuale capo dello stato, a cui è stato molto vicino. Il generale Tlass ha inoltre affermato di non avere intenzione di dirigere la Siria post-Assad. “Non cerco il potere. Cerco la sicurezza e la stabilità della Siria (….). Non ho lasciato la Siria per guidare la transizione ma perchè mi rifiuto di partecipare alla risoluzione con la sicurezza” dela crisi, che “considero una tattica suicida per il regime”, ha precisato. Si è pronunciato per una direzione collegiale: “E’ difficile per una persona assumersi la responsabilità della fase attuale. E’ necessario che una squadra dall’interno e una dall’esterno collaborino per gestire questa fase”,ha osservato, lanciando un appello a evitare alla Siria “la secessione e il conflitto confessionale”. Ha giudicato “difficile” un colpo di stato militare e ha chiesto l’aiuto di Arabia Saudita e altri Paesi della regione per l’elaborazione della roadmap.
