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Sono giunti nella cittadina curdo-siriana di Kobane, assediata da oltre un mese dai miliziani dell’Isis, i primi 150 peshmerga curdi provenienti dalla Regione autonoma del Kurdistan iracheno e transitati attraverso la Turchia con il placet di Ankara. A rinforzare le fila dei curdi che resistono dovrebbero arrivare a Kobane anche siriani dell’opposizione, per quanto non sia chiaro da quale parte possano passare, dal momento che la città è circondata su tre lati ed a nord, a poche centinaia di metri, vi è la Turchia.

Compito dei peshmerga che, a differenza dei curdi di Kobane sono addestrati ed equipaggiati al punto di aver fermato l’Isis nel nord dell’Iraq, è quello di colpire con l’artiglieria le posizioni dei jihadisti.

Intanto continuano i raid della coalizione, che però fino a questo momento non sono stati in grado di mettere in fuga i combattenti dell’Isis. Anche perché, come ha riportato la Cnn riportando le dichiarazioni di prigionieri catturati dai curdi, ai combattenti jihadisti vengono somministrate droghe allucinogene per resistere alla stanchezza e al dolore, il tutto per 2 – 3 mila dollari all’anno.

Lo statunitense Site, il Site, sito di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web, ha resa nota oggi la minaccia dell’Isis di voler attaccare gli insegnanti stranieri nei paesi islamici, ovvero “contro scuole ed insegnanti americani e occidentali in Medio Oriente, menzionando in particolare Gedda in Arabia Saudita e il quartiere di Maadi al Cairo come possibili obiettivi”.