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Dopo che due giorni fa l’artiglieria israeliana ha sparato sulle truppe di Bashar al-Assad nei pressi del valico di Qunaytra, sulle Alture del Golan, perché colpi di mortaio erano caduti in territorio israeliano ferendo un ufficiale, le milizie jihadiste del Fronte al-Nusra e quelle dell’Esercito libero siriano hanno conquistato l’area a ridosso del confine.
Come è stato rilevato, si è trattata di un’ampia offensiva, ma si hanno notizie di scontri ancora in corso.
Gli jihadisti hanno sequestrato 43 Caschi blu delle Figi per farne ostaggi, ma l’ufficio del portavoce del Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon ha anche aggiunto che altri 81 peacekeeper di nazionalità filippina si trovano circondati da “gruppi armati designati come terroristi dal Consiglio di Sicurezza e altri gruppi armati non statali”.
La nota poi continua spiegando che “Le Nazioni Unite stanno facendo ogni sforzo per assicurare il rilascio dei caschi blu e per riportare la piena libertà di movimento della forza in tutta la sua area di operazione”.
Era il giungo del 2013 quando i Casci blu austriaci, croati e giapponesi della Forza di pace presente nel Golan siriano erano stati ritirati dai rispettivi governi perché l’area era stata dichiarata pericolosa: prontamente la Repubblica delle Isole Figi aveva messo a disposizione 500 suoi militari, di cui ne erano stati poi dislocati 183. Il premier Frank Bainimarama aveva affermato che “Potenzialmente questo può essere un dispiegamento più pericoloso di altre missioni di peacekeeping dell’Onu”, tant’è che “alcuni paesi hanno già ritirato le loro truppe. Ma voglio essere chiaro, i nostri soldati sono preparati per questa missione, hanno la leadership, l’addestramento, la disciplina e l’attitudine per condurla”.

